Di cosa mi occupo

Consulenza

La consulenza pedagogico-relazionale  si svolge con un colloquio iniziale per raccogliere tutte le informazioni necessarie al fine di poter dare suggerimenti concreti ai genitori o direttamente al paziente.  L’ambiente è sereno, impostato sulla empatia e sulla ricerca di strade più appropriate alle esigenze specifiche, su cosa fare e come impostare il percorso terapeutico.  Inoltre è possibile richiedere una consulenza specifica in particolari contesti: domiciliare, scolastica, ospedaliera, o presso altre strutture terapeutiche anche con altri consulenti /terapisti della famiglia al fine di stabilire una rete di collaborazioni e di confronto tra chi si occupa del paziente e della famiglia.

Scale di valutazione

Attraverso le scale di valutazione, strumenti attendibili e standardizzati, è possibile esaminare in modo più o meno dettagliato le abilità e competenze del bambino, rilevare i “punti forza o debolezza” del piccolo paziente in funzione della sua età cronologica e delle esigenze in modo da impostare le attività terapeutiche più idonee e monitorare gli andamenti e le acquisizioni nel corso dell’età evolutiva.  In effetti si può asserire che non esiste un bambino autistico o cerebroleso  con i sintomi uguali a quelli di un altro!  Ed anche i trattamenti terapeutici per essere efficaci saranno differenti anche in base al piano di trattamento medico-psicologico-comportamentale intrapreso.

Elenco di alcune delle Aree analizzate dai test utilizzati:

  • Funzionamento Adattivo -Interazione dell’individuo nel proprio ambiente
  • Comunicazione
  • Abilità Quotidiane
  • Socializzazione
  • Abilità Motorie
  • I processi Cognitivi e Metacognitivi
  • Irritabilità
  • Ritiro sociale
  • Comportamenti Stereotipati
  • Iperattività
  • Linguaggio inappropriato
  • Integrazione Visuo-Motoria
  • Percezione Visiva
  • Coordinamento Motorio
  • Vocabolario recettivo uditivo
  • Socializzazione
  • Stress Genitoriale
Piani di intervento educativi

Elaborazione del piano specifico realizzato appositamente per le esigenze del paziente, prevede la realizzazione di specifiche indicazioni progettate con obiettivi, esercizi e un monitoraggio per valutarne le effettive acquisizioni nelle varie aree di intervento. Può essere condiviso con le altre agenzie educative oltre che con la famiglia.

Interventi domiciliari

In alcuni casi il contesto domiciliare permette di entrare nel mondo del bambino, facilitando l’instaurazione della relazione con la terapista e consentire l’avvio dell’intervento terapeutico.

Suggerimenti didattici

In seguito alla valutazione delle abilità del singolo paziente, sarà possibile elaborare una griglia con suggerimenti didattici cioè l’indicazione di esercizi e strumenti specifici da effettuare praticamente direttamente dai genitori o da un altro adulto preposto. Questo con lo scopo di effettuare esercizi su specifiche aree da migliorare.

Terapie

L’approccio è di carattere ludico-educativo, volto al miglioramento delle capacità e a far emergere le abilità più carenti facendo leva sui punti di forza della persona.
La durata della seduta può essere sia di un’ora, ma anche un’ora e mezza o due ore relativamente a quanto stabilito dal piano terapeutico.

Monitoraggio

Andamento delle acquisizioni in corso di qualsiasi tipo di trattamento terapeutico intrapreso.  Attraverso delle griglie di rapida compilazione personalizzate e create caso per caso.

Consulenze approccio educativo PECS©

L’approccio PICTURE EXCHANGE COMMUNICATION SYSTEM© è un modello molto efficace per consentire a qualsiasi tipo di persona di comunicare attraverso le immagini.  E’ un sistema semplice e che stimola la comunicazione e riesce a fornire una soluzione ai pazienti  che per qualsiasi causa abbiano in parte o totalmente perso la possibilità di utilizzare il linguaggio verbale.

Consultazione professionale

Si ottengono ottimi risulati se ci si coordina! Evitando dispersioni di energia o di effettuare un lavoro differente, dando dei segnali discordanti al paziente.  Lo scopo di questa consultazione si programma proprio per rendere i vari percorsi che svolge un paziente ben amalgamati tra loro in tutti i contest: scuola famiglia e terapia!

Relazioni

Si tratta di avere un documento rilasciato in seguito ad una valutazione del paziente, ad un ciclo di terapie, per fini legati ad un coinvolgimento con altre figure professionali o per fini legali.

Accompagnamento

In alcune occasioni risulta difficile far partecipare ad eventi o attività esterne che non prevedono la figura di accompagnamento.  E’ invece importantissimo la condivisione e la partecipazioni in ambienti naturali e insieme agli altri, fonte di apprendimento spontaneo e di stimolo alla socializzazione, all’imitazione e al benessere psicofisico.

  • Attention disorders / hyperactivity disorders (ADHD)
  • Learning disorders and visual–motor integration dysfunction
  • Relational and communication difficulties
  • Autism spectrum disorders
  • Cerebral palsy
  • Relational and communication difficulties

    Le difficoltà relazionali e di comunicazione si possono incontrare in ogni fascia di età e di crescita e possono compromettere la quotidianità dei rapporti interpersonali anche in modo importante. Occuparsi in tempo di queste difficoltà significa prevenire i problemi di carattere psicologico che a cascata si ripercuoterebbero nella sfera personale dell’individuo.

    Entrare in relazione con gli altri non è facile in quanto la socializzazione è composta da più abilità: comunicazione verbale, cognizione sociale, motivazione sociale, e anche una timidezza eccessiva potrebbe influenzare anche solo una di queste sfere. La comunicazione inoltre è solo in parte formata dal linguaggio verbale, in effetti è soprattutto non-verbale, ma anche tattile, para verbale cibernetica e la comunicazione virtuale.


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  • Autism spectrum disorders

    La sindrome autistica (ASD) presenta una sintomatologia multiforme, le sfumature di complessità e di espressione della malattia sono estremamente diversificate. Per quanto riguarda la gravità e la completezza del quadro clinico va visto caso per caso, in relazione al rilascio di una diagnosi vengono utilizzati dei range di riferimento del grado della malattia da lieve, moderato o grave, etc. questo al solo tentativo di “stabilire” un inquadramento approssimativo del condizionamento della malattia sulla vita del paziente e della sua famiglia.

    I disturbi dello sviluppo neurologico, si manifestano prima dei tre anni di vita e colpiscono la sfera comunicativa-relazionale, il linguaggio, il comportamento accompagnato spesso da difficoltà visuo-motorie, impaccio motorio, nella motricità grossolana e fine, iperattività o apatia. Molti pazienti manifestano in aggiunta alcuni sintomi fisici come diarrea cronica, stipsi ostinata, crisi epilettiche, alterazioni del ritmo sonno-veglia. Include una serie di atteggiamenti ripetitivi, ossessivi e stereotipati; disturbi nella sfera alimentare.


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  • Cerebral palsy

    La cerebrolesione è un danno al cervello che può accadere dal concepimento alla nascita, fino all’età adulta e gli effetti sono diversi da individuo a individuo. Il cervello può risultare leggermente o gravemente danneggiato, e limitare molte funzioni motorie o sensoriali o, addirittura, una combinazione tra queste.

    Numerose possono essere le cause:

    • I nati prematuramente hanno maggiori probabilità
    • I nati dopo la scadenza prevista
    • Genitori con Rh sanguigno incompatibile
    • Rosolia o altra malattia contagiosa contratta nei i primi 3 mesi di gravidanza
    • Radiografie effettuate durante la gravidanza
    • I nati dopo un travaglio inferiore alle 2 ore o superiore alle 18 ore
    • Nascita ritardata di proposito
    • Intervento sul bambino prima del travaglio a causa di malformazioni/ lacerazioni della placenta
    • Un’infezione o a un trauma

    La lesione cerebrale si rileva con esami neurologici e diagnostici, le funzioni neurocellulari danneggiate non sono sempre visibili.


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  • Attention disorders / hyperactivity disorders (ADHD)

    E’ una condizione cronica che colpisce milioni di bambini e in alcuni casi può portarsi fino all’età adulta. La ADHD include una multiforma di difficoltà persistenti nella sfera dell’attenzione, ma anche dell’iperattività e del comportamento. I bambini con questa difficoltà hanno una scarsa autostima, le relazioni interpersonali sono difficili e hanno uno scarso rendimento scolastico.

    I sintomi di questa disfunzione sono riequilibrabili con un corretto programma terapeutico e di apprendimento. Con la crescita, in alcuni casi, molti dei sintomi migliorano e si riducono, anche se non scompaiono mai definitivamente; in altri casi i pazienti con questa difficoltà elaborano proprie strategie di successo e riescono ad avere una vita brillante. Una precoce diagnosi e un piano di intervento personalizzato può fare una grande differenza nella guarigione.


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  • Learning disorders

    I disturbi di apprendimento sono legati a differenti cause e si presentano con una non adeguata prestazione da un punto di vista cognitivo e meta cognitivo del bambino in corrispondenza alla sua età cronologica ed evolutiva di riferimento.

    Spesso sono la conseguenza di difficoltà da un punto di vista uditivo o visivo che quindi causa un rallentamento degli stimoli di apprendimento che non vengono percepiti. Ma anche legati a: dislessi, disgrafia, difficoltà di calcolo, difficoltà motorie etc.


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    Visual–motor integration dysfunction

    Le abilità visuo-motorie sono legate ad aspetti non verbali dell’intelligenza; esse sono essenzialmente il coordinamento occhio –mano quindi percezione visiva e coordinamento motorio.

    Difficoltà in quest’area compromettono l’apprendimento quando non vengono adeguatamente rilevate e stimolate.


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Contatti

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  •   info@nadiapicariello.it

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